Storia e cultura

Storia 

La storia dell’Amiata si perde nella notte dei tempi, nelle ere geologiche, quando i sommovimenti della pangea in assestamento hanno portato al formarsi di un vulcano che per millenni è stato attivo e dopo è diventato la principale fonte di sostentamento della gente che è venuta a viverci.

Nell’Anno Internazionale delle Montagne, l’Amiata è ancora una volta un centro di vita e di cultura. L’acqua è il suo elemento primario, la terra, il fuoco e l’aria quelli che le girano intorno. Da questo pullulare di vita è nata una cultura ed è nata un’arte che ancora oggi sono degne di ammirazione.

L’arte di Siena, dal Medioevo a oggi, e l’arte della Maremma si incontrano sull’Amiata e si perdono nei boschi di faggi e di castagni, nelle sei riserve naturali che popolano quella che Ernesto Balducci, nato a Santa Fiora, chiamava un’isola in terraferma.

Arti e mestieri

La laboriosità e la creatività del popolo amiatino si sono dispiegate nel corso dei secoli nelle forme più disparate e curiose.

Se c’è una caratteristica di questa gente è quella di abbandonarsi agli istinti del fare, di scoprirsi, anche improvvisamente, artisti, creatori e – perché no? – geni.

Gli amiatini sono un popolo di pittori, poeti, teatranti, musicisti; si dilettano nell’arte come altri popoli si dilettano nello sport o in altre faccende.

Ma c’è una tradizione antica del fare sull’Amiata; i mestieri si tramandano di padri in figli e di figli in pronipoti. Quelle arti di cui gli amiatini sono appassionati si sono raffinate nel corso del tempo e hanno raggiunto vette di qualità elevatissime.

Le donne che ricamano o creano pizzi e merletti, i fabbri che modellano il ferro e gli danno la forma che la loro fantasia richiede, i falegnami che piegano il legno dei loro boschi, lo spezzano, gli offrono una nuova vita.

E poi gli scalpellini, le decoratrici, gli agricoltori: sono tutte figure caratteristiche e originali, spesso dotate di un pizzico di follia o di stravaganza – spesso saggi che hanno scelto la materia che la loro terra gli offriva perché quella terra amavano sopra ogni cosa.

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